Proposta per un’autoprogettazione, Enzo Mari (1973) - IL DESIGN ITALIANO OLTRE LA CRISI, Triennale di Milano - Design Museum #milanodesignweek #fuorisalone #latriennale (presso La Triennale di Milano)

Proposta per un’autoprogettazione, Enzo Mari (1973) - IL DESIGN ITALIANO OLTRE LA CRISI, Triennale di Milano - Design Museum #milanodesignweek #fuorisalone #latriennale (presso La Triennale di Milano)

The Car Poolers a Torino.

Le opere di Alejandro Cartagena (Santo Domingo, 1977) sono una serie di fotografie con stesso soggetto e medesima inquadratura: un pick up visto dall’alto con arnesi da manovalanza, coperte e operai nel retro, seduti o sdraiati, soli o accalcati, che leggono, pensano o dormono. Con una ricerca a sfondo sociale, l’artista immortala il via vai dei pendolari sud-americani sull’autostrada 85, da Monterrey a San Pedro Garza Garcia, una delle città più ricche dell’America Latina e calamita per poveri bisognosi di lavoro. Parte del corpus più ampio Suburbia Mexicana, si sofferma sul rapporto tra l’architettura e il movimento, l’uomo e il paesaggio, in una critica all’irrefrenabile espansione delle periferie in un’urbanizzazione priva di lungimiranza. Car Poolers di Cartagena, che ha precedentemente esposto a New York, Los Angeles e San Francisco, si basa sulla moltiplicazione di un modello immortalato in movimento, da cui il riferimento ai camion fotografati da Franco Vaccari e John Baldessari sulle (auto)strade del panorama artistico degli anni Sessanta e Settanta.

Clara Rosenberg

Alejandro Cartagena – The Car Poolers
RAFFAELLA DE CHIRICO
Via della Rocca, 19
011 19503550
info@dechiricogalleriadarte.it
www.dechiricogalleriadarte.it

Take - off light

The lampshade Take-off light is made of two sheets of paper with a very fine pattern of laser stiches which can be enlarged at will.

So it is possible to determine where the light passes through the lampshade. This leads to an endless variety of light/shade structures and patterns. The metal frame is to be stuck to one piece, to which the paper sheets are fixed by magnets.

Fifti-fifti designs, produces and distributes objects for different areas of life, working together with small and medium-sized companies, mainly in Germany.

Domus

Double O Bike Light

Double O, named after its distinctive shape, is inspired by the form of the bicycle and the fluid motion of cycling.

Double O attaches magnetically to the bike-mount supplied, making it super easy to get on and off, minimising any fiddling that gets in the way of the flow of cycling. It consists of two ‘O’ shaped lights, one white light for the front, one red for the back. When not in use, these magnetically connect together to protect the LED face.

One of the most common problems with bike lights is the safe keeping of them whilst a bike is locked up. The unique shape of the Double O allows users to thread the lights through a D lock and leave them secured along with their bike, eliminating the need for cyclists to carry their lights around with them.

Most existing bike lights use ultra-bright LEDs which are packed too closely together. This causes a very bright light which is blinding for car drivers and approaching cyclists. Double O tackles this issue by using 12 LEDs which are spaced out creating a bright yet soft glow, enabling cyclists to be seen without dazzling others. The light has three modes: steady, flashing and eco which can be changed via a push button.

Domus

Canarie, c’è vite sul vulcano: l’altra faccia di Lanzarote / La Repubblica.it

La terra muore e rivive grazie al vulcano. A Lanzarote, isola di origine vulcanica delle Canarie, la zona de La Geria è diventata una vigna. Un paesaggio lunare animato dal verde della vite che nasce e cresce grazie al lavoro sapiente dei contadini. Le buche scavate nel terreno bruciato nei secoli scorsi (le ultime grandi eruzioni risalgono al 1730) sembrano tanti crateri diventati ”culla” delle uve. Si tratta di una tecnica agricola complessa che permette di sfruttare la terra resa fertile proprio da cenere e detriti che si sono depositati per oltre 20 km. Proprio lì, dove gli abitanti furono costretti a lasciare l’isola per mettersi in salvo e cercare fortuna a Cuba e in America, la produzione di vini rappresenta ora una fonte di ricchezza importante per l’isola che vive prevalentemente di turismo.

www.repubblica.it/ambiente

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Questo é paesaggio CULTURALE: dove il rapporto tra l’uomo e il proprio territorio è profondo e intriso di quella CONOSCENZA che si traduce in rispetto e consapevolezza dei limiti che tal territorio ha. Ma è proprio da questo rapporto così stretto che il paesaggio prende forme inaspettate, uniche e caratteristiche.

E’ sempre da questo rapporto, che troviamo la relazione tra paesaggio e sostenibilità.

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3 mesi fa

Armature dell’immaginario. Giovanni Termini a Pesaro / Artribune

La nuova personale di Giovanni Termini (Assoro, 1972) organizzata dalla Fondazione Pescheria Centro Arti Visive di Pesaro si presenta come una sorta di esplosione dell’esposizione che lascia emergere le note di un discorso compositivo volto a trasformare l’opera in strumento riflessivo, in territorio estetico attraverso il quale condividere (con lo spettatore) il processo di creazione, la progettazione stessa dell’opera. Di un’opera che pone al centro dell’attenzione l’orizzonte della collettività, l’ambiente vitale, l’atmosfera sana della bioeconomia: “l’economia io la intendo come l’economia delle cose, quindi la vita, i rapporti, la cultura”, suggerisce l’artista in un’intervista rilasciata a Ludovico Pratesi (curatore della mostra e direttore artistico della Fondazione Pescheria).
Partendo da un cantiere edile (“il cantiere, con i suoi gesti operativi seriali, i suoi materiali accatastati che sono già forma prima che intervenga l’uomo a conferirgliene una, è sempre stato per me luogo di seduzione e d’ispirazione”), Termini propone, difatti, un discorso che rappresenta il primo passo di un ambiente (materiale e mentale) in metamorfosi, il supporto e la proiezione stessa della cultura nel suo farsi. ConArmatura (2013), grande opera praticabile in legno e ferro, l’artista calibra il discorso sull’origine stessa della costruzione, su una combinatoria programmata che disarma lo spettatore – Disarmata è, del resto, il titolo della personale – per invitarlo a riflettere sulle unità minime di senso, sull’articolarsi dell’opera nello spazio, su un’opera apertaattraverso la quale condividere il futuro della cultura.

Per Termini l’opera è un dispositivo deleuziano, un apparecchio generativo di ordine metalinguistico che sposta le regole dell’organizzazione sintattica da un piano di natura empirica a uno più strettamente (e specificamente) logico, trasferendo i riferimenti critici in un campo di equipollenza visuale. Lineare, incisiva, robusta, questa sua nuova personale propone (accanto a Armatura l’artista colloca, tra l’altro, una serie di piccoli lavori che evidenziano uno splendido comportamento analitico) una “visione ottimistica” della vita con un discorso concreto in cui il ruolo sociale dell’artista incide sulla preparazione delle cose come previsione di un prossimo fiducioso futuro.

Antonello Tolve

Pesaro, fino al 23 febbraio 2014
Giovanni Termini – Disarmata

a cura di Ludovico Pratesi
FONDAZIONE PESCHERIA

www.centroartivisivepescheria.it

www.artribune.com

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3 mesi fa

Arte per nevrotici

Ursus Wehrli è attore, pittore e fotografo. Ci propone una versione surreale e ironica della realtà: nella quale però trovano terreno fertile nevrosi e ossessioni. Con questa serie, l’artista, ci suggerisce delle intuizioni che arrivano ad assumere quasi carattere provocatorio. Tutto deve avere un ordine e tutto deve rispettare quest’ordine all’estremo. La nostra realtà non appare più reale e, a questo punto, si fa spazio nella nostra mente il messaggio che l’artista ci vuole dare.

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3 mesi fa

Il punto di vista Pepe José Mujica

La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli.
E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere.


Pepe José Mujica



Nelle parole di quest’uomo ritrovo un approccio alle cose, alla vita, che ho maturato autonomamente già da tempo. Senza entrare nello specifico degli aspetti economico-sociali, voglio invece evidenziare il rapporto che lega gli oggetti alle persone: ci viene suggerita una visione diversa - più profonda, dove gli oggetti possiedono un valore intrinseco che va al di là di quello puramente venale.

In questa interpretazione, troviamo anche una chiave di lettura al concetto di sostenibilità, che non si limita a quantificare gli impatti che il consumismo ha sull’ambiente, ma tiene presente delle ripercussioni che tale fenomeno ha direttamente sulla vita delle persone.

Consumare, ci rende schiavi.

Con questo non si vuol dire che dovremmo smettere di acquistare oggetti, ma piuttosto di farlo con parsimonia, perché quello che diamo in cambio è il tempo della nostra vita. 

Vi faccio quindi un invito a scegliere solo oggetti necessari, duraturi e non soggetti a “mode del momento”, invito questo, che vuol essere al contempo anche un incentivo a favorire agli oggetti i servizi, come ad esempio, la cultura.

Marcello, non ti ricorderò solo come il grande artista e il saggio e colto professore che sei stato, ma per me resterai sempre un maestro di vita.

Marcello, non ti ricorderò solo come il grande artista e il saggio e colto professore che sei stato, ma per me resterai sempre un maestro di vita.

Plans memo! The competition projects about Area Falck Milano. Exibition at Politecnico di Milano. (presso Facoltà di Architettura e Società)

Plans memo!
The competition projects about Area Falck Milano. Exibition at Politecnico di Milano. (presso Facoltà di Architettura e Società)

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